PROSSIMAMENTE: HALLOWEEN KILLS

La notte di Halloween del 2018 Michael Myers non è morto, come credevano e speravano Laurie, la baby sitter del primo episodio la cui vita è stata segnata a fondo dal mostruoso assassino dalla maschera bianca, sua figlia Karen e la nipote Allyson, ma è sopravvissuto all’incendio della casa della stessa Karen. Deciso a tornare nell’abitazione in cui tutto è cominciato, Michael semina il panico ad Haddonfield, Illinois, lasciando al suo passaggio una scia infinita di cadaveri. Inferociti e spaventati, i cittadini decidono di farsi giustizia da soli per mettere fine a un incubo che dura da quarant’anni.

Il secondo incontro del regista David Gordon Green con i personaggi creati da John Carpenter e Debra Hill è un horror violentissimo che trasforma Michael Myers in un messaggero del male.

La nuova saga di Halloween, dopo i due prequel firmati da Rob Zombie (Halloween – The Beginning e Halloween II), iniziata nel 2018 con il film omonimo e l’aggiornamento dei personaggi 40 anni dopo (a cominciare dalla Laurie di Jamie Lee Curtis, attrice premiata a Venezia con il Leone alla carriera), prosegue nel solco del modello insuperabile di John CarpenterHalloween – La notte delle streghe. Visivamente, con la ripresa del lettering dei titoli di testa e della fotografia notturna, e stilisticamente, con la scelta della pellicola che dà alle immagini una tonalità ombrosa, profonda e sporca come il sangue che sgorga a fiotti dalle ferite delle vittime del mostro Michael Myers.

Narrativamente il film salta dal 2018 al 1978, anno del ritorno a Haddonfield del Myers adulto, dopo l’omicidio della sorella a soli sei anni, nel 1963, e mette in relazione il passato e il presente, i sopravvissuti ai primi omicidi e i malcapitati bersagli di oggi (pompieri, coppie, padri e figli) che conoscono del boogieman, dell’uomo nero, come un mito tramandato negli anni.

Al centro della sceneggiatura dello stesso David Gordon Green e di Danny McBride e Scott Teems c’è l’idea della percezione della figura stessa di Myers, il terrore e la misteriosa attrazione che genera. L’uomo nero è tornato nella notte delle streghe, e questa volta non è venuto invano: imponente, invincibile, senza voce ed espressione anche quando gli viene strappata dal volto l’inconfondibile maschera, Myers è un totem, quasi una divinità, e nel suo cammino che non risparmia niente e nessuno (nel film i morti non si contano, così come i modi in cui le persone sono uccise: coltelli, seghe elettriche, forza bruta delle mani, pali delle staccionate…) genera e invoca la violenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *